Le detrazioni fiscali: di cosa parliamo?

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Nel linguaggio comune sentiamo spesso parlare dei cosiddetti “sgravi fiscali”, ovvero di specifiche forme di agevolazione di cui alcune categorie di contribuenti possono usufruire relativamente al pagamento delle imposte. Parliamo quindi di detrazioni, vale a dire di importi che il cittadino è messo nella condizione di “scaricare” sottraendoli dall’imposta lorda Irpef e potendola in tal modo ridurre.

La diretta conseguenza dell’applicazione degli sgravi fiscali è l’implementazione di investimenti nuovi, nonché un importante incentivo al consumo di specifici beni: le detrazioni si riferiscono infatti a determinati settori. Ne sono un esempio quelle previste per le imprese che realizzano determinate assunzioni, quelle per i lavori di manutenzione degli immobili o quelle per le famiglie con basso reddito annuo.

Tra gli sgravi fiscali del 2019, in particolare, esistono svariati costi detraibili, relativi a spese sanitarie e mediche, bonus ristrutturazione, bonus mobili ed elettrodomestici, unitamente a tutte le agevolazioni previste prettamente per le famiglie, come quelle riferite ai figli e familiari a carico, ai costi legati all’istruzione, a quelli relativi all’università, alla mensa scolastica, alle spese veterinarie e a quelle dei mutui.

Per quanto concerne il preciso funzionamento delle detrazioni e la loro applicazione, la legge prevede che il cittadino che voglia usufruirne, relativamente ai costi da lui sostenuti nell’anno precedente a quello in cui la richiesta viene presentata, si avvalga della possibilità di farlo tramite la dichiarazione dei redditi. Quest’ultima, com’è noto, può a propria volta essere effettuata attraverso il modello 730 (anche precompilato) o il modello redditi (ex Unico), anch’esso con la possibilità della precompilazione.

E’ necessario conservare i documenti per la dichiarazione dei redditi (quindi tutti quelli che dimostrino gli specifici costi sostenuti) sulla base di tempi stabiliti, ovvero fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la suddetta dichiarazione si presenta e fino al 31 dicembre del settimo anno, nel caso di omessa dichiarazione. Per la dichiarazione dei redditi del 2019, ad esempio, devono essere conservati fino al 31 dicembre 2024 tutti i documenti relativi a quietanze di pagamento, ricevute e fatture, oltre a quelli che conferiscano al contribuente che li presenta il preciso diritto ad agevolazioni particolari.

Relativamente alla percentuale di detrazione fiscale, essa è del 19% per le spese sanitarie, scolastiche, per i costi di acquisto di cani guida,  per i contributi associativi alle imprese di mutuo soccorso, per le spese relative a veicoli per soggetti con disabilità, per le erogazioni liberali ad associazioni sportive dilettantistiche, culturali o artistiche, per gli interessi relativi a mutui ipotecari, prestiti o mutui agrari, mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio, nonché per i costi di tipo veterinario, per quelli relativi a servizi di interpretariato  (soggetti riconosciuti in condizione di sordità), spese per istruzione universitaria, asili nido, servizi funebri, premi assicurativi sulla vita, contro gli infortuni e per la tutela di soggetti con grave disabilità, spese per intermediazioni immobiliari o per canoni di locazione sostenute da studenti fuori sede.

La percentuale sale invece al 26% relativamente alle erogazioni per le Onlus ed al 50% per i bonus ristrutturazione, mobili ed elettrodomestici. E’ prevista infine una percentuale che può variare dal 65% fino all’85% nel caso di specifici ecobonus per attività di risparmio energetico o interventi antisismici.