Le nuove prospettive di crescita economica della Cina

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Crescita economica e economia sociale in Cina

Benché ad un tasso inferiore rispetto al passato, le prospettive di crescita economica cinese sono in continua evoluzione.

Prima di tutto ciò dipende dalla vastità del mercato, in secondo luogo dal percorso di evoluzione e differenziazione che i gusti dei consumatori cinesi – appartenenti ad una fascia di reddito medio-alta – hanno compiuto.

La Cina detiene infatti il secondo Prodotto Interno Lordo al mondo ed ogni anno la sua crescita si mantiene su livelli e standard elevati: dopo l’andamento positivo del 2015, realizzatosi nonostante il Paese fosse inserito in un contesto globale complesso, nel 2016 si sono ottenuti buoni risultati seppur con un generale e previsto rallentamento.

L’aumento dei consumi interni è strettamente connesso con la grande urbanizzazione della Cina e con la conseguente aumentata capacità di acquisto della classe media, da riscontrarsi non soltanto nelle città cosiddette di prima fascia (ovvero Pechino, Shanghai e Canton,) ma anche in quelle di seconda e terza: parliamo di una ventina di metropoli, ciascuna con 7-10 milioni di abitanti), oltre a diverse altre aree urbane da 3-5 milioni di abitanti l’una.

Oltre all’aumentata urbanizzazione, la crescita dei redditi e il sorgere di nuove tendenze che prendono ispirazione dall’Occidente, sia nella cultura che nel mondo della moda, hanno determinato lo sviluppo di nuovi modelli di consumo all’interno del mercato cinese: ci riferiamo ai settori del vino e dei beni di lusso, per quanto concerne quelli che si rifanno a veri e propri status symbol, ma anche a quelli che derivano invece da una maggiore attenzione e razionalizzazione rispetto agli acquisti (e l’e-commerce ne è un esempio).

Sappiamo che la maggior parte delle aziende nel mondo ottiene i più alti profitti proprio in Cina e si prevede che i maggiori tassi di crescita saranno legati ai settori della sanità, delle tecnologie rinnovabili, delle infrastrutture per la mobilità, della distribuzione, nonché il settore alimentare.

Attualmente la Cina rappresenta il principale mercato al mondo nel campo dell’automotive: tutti i più grandi costruttori del settore sono infatti presenti con produzioni locali. Si prevede che nel futuro la realizzazione e vendita di macchinari e prodotti chimici continueranno a crescere e ad espandersi.

Nonostante le prospettive incoraggianti, sappiamo che anche la Cina deve confrontarsi con la diffusa crisi globale: di recente proprio il primo ministro cinese Li Keqiang ha dichiarato che l’economia del Paese nel 2017 crescerà intorno al 6,5%, dopo un +6,7% nel 2016 (che aveva già rappresentato il tasso di espansione del Pil più basso dal 1990). I risultati sottolineati dal premier sono in effetti al di sotto delle aspettative, ma le autorità cinesi si sono poste come obiettivo primario quello di sviluppare la capacità di controllare i rischi finanziari a breve termine. Parallelamente ad un ridimensionamento degli obiettivi di crescita economica, la Cina ha però fatto promessa di interventi importanti in materia di inquinamento.

La Cina ha dunque ridimensionato i suoi obiettivi di crescita economica nel 2017, prendendo atto di una congiuntura mondiale assai problematica, ma ha promesso interventi sul problema dell’inquinamento.

“Migliorare rapidamente la qualità dell’ambiente, soprattutto quella dell’aria, è un’esigenza di tutto il popolo”, ha ribadito il primo ministro, che si è detto fortemente intenzionato a risolvere i problemi ambientali in maniera radicale.

Approfondimenti: La globalizzazione degli scambi commerciali, il ruolo della “World Trade Organization”; La distribuzione della ricchezza nel mondo