Libretti al portatore: stop dal 4 luglio

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Sappiamo che per tanti anni, per non dire decenni, i cosiddetti libretti al portatore siano stati un prezioso strumento di risparmio per numerose famiglie italiane.

Storicamente, i libretti al portatore hanno rappresentato un modo importante e semplice per molte persone di lasciare del denaro a figli e nipoti, versando una somma iniziale e, nel tempo, aggiungendo sempre qualcosa, come in una sorta di salvadanaio.

Purtroppo, l’utilizzo dei libretti al portatore è finito anche nelle mani degli evasori fiscali e dei riciclatori di moneta sporca: in virtù di una direttiva dell’Unione Europea nata per lottare proprio contro il riciclaggio criminale ed i finanziamenti ad azioni terroristiche, essi sono stati estromessi per legge anche nel nostro Paese.

La prima scadenza introdotta è quella del 4 luglio 2018: a partire da quella data, infatti, istituti bancari e uffici postali hanno il permesso di rilasciare esclusivamente libretti nominativi, a seguito comunque  della registrazione degli utenti che ne avranno fatto richiesta e di attenti controlli. Sarà data la possibilità di riconsegnare i vecchi libretti al portatore entro la fine di quest’anno.

In particolare, coloro che possiederanno anche più di un libretto al portatore, in ogni caso con una cifra di saldo massimo pari a 2.999,99 euro, avrà tempo diciotto mesi per recarsi alla posta o in banca spostando il denaro su un conto corrente. In alternativa, sarà consentito richiedere direttamente i contanti o la conversione, per l’appunto, in un libretto nominativo.

La data del 31 dicembre 2018 è il riferimento temporale entro il quale rendere il libretto cartaceo ed effettuare lo specifico cambio. In caso di ritardi, infatti, si incorrerà nelle multe preposte, dovendo poi ritirare la liquidità spettante.

Chi avesse ancora dei libretti al portatore, sulla base della normativa stabilita dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), non ha più l’opportunità di trasferirli ad altri soggetti (cosa che lo scorso anno è stata invece prevista e consentita fino ai primi giorni del mese di agosto), ma conserva la possibilità di utilizzarli effettuando prelievi o versamenti.

Per chi non osserverà la norma che ne impedisce il trasferimento sono previste multe da 250,00 a 500,00 euro.

Solo i titolari effettivi dei libretti, quindi, cioè coloro che risultano tali dagli archivi anagrafici, avranno la possibilità di eseguire queste operazioni. Nei casi di decesso dei legittimi titolari, i libretti rappresenteranno un’eredità per i soggetti che risultino essere gli eredi secondo la legge: potrà infatti accadere che al momento della morte del possessore, il libretto suddetto si trovi ad esempio custodito nella cassetta di sicurezza di una banca.