Macroeconomia: di cosa parliamo?

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Quando parliamo di macroeconomia ci riferiamo ad una branca dell’economia politica, che studia specificamente i fenomeni economici su larga scala, quindi analizza le cosiddette grandezze aggregate – termine con il quale si fa riferimento alla totalità dei comportamenti degli agenti economici.

Nell’ambito dell’economia, la disciplina suddetta si occupa anche di studiare il sistema economico in quanto tale, unitamente ai fenomeni che si verificano e lo riguardano ad ampio spettro: inflazione, deflazione, etc.

Quale è il compito della macroeconomia?

E’ compito della macroeconomia analizzare quindi l’andamento e le caratteristiche dei soggetti economici, ognuno dei quali rientrerà in una determinata categoria: lo Stato, le imprese, i consumatori. E così via.

Le prime teorie e leggi economiche che vennero messe a punto in materia risalgono al ‘700, anche se soltanto due secoli dopo si realizzarono studi con un effettivo rigore in termini di logica e di formalismo matematico. Fu allora che gli economisti iniziarono ad usufruire dei cosiddetti modelli macroeconomici, ovvero di rappresentazioni logico-matematiche che spiegassero in maniera veritiera il funzionamento di uno specifico sistema economico.

Riuscire a fare uso di un modello macroeconomico significa poter comprendere la realtà economica stessa, trovando spiegazione agli eventi e potendone prevedere l’evoluzione.

Nel corso del ‘900 vennero sviluppati diversi modelli, ad ognuno dei quali era associata una teoria macroeconomica. I più noti sono quelli relativi alla teoria keynesiana ed alla teoria monetarista.

Quel che è importante considerare è che ciascuna teoria può dare interpretazione soltanto a fenomeni economici di un determinato contesto storico, senza poter valere in maniera assoluta.

Negli anni ’30, ad esempio, periodo di grave depressione economica per l’occidente, primariamente a causa della recessione iniziata nel ’29, si utilizzò la teoria keynesiana, che si rivelò utile ed efficace per comprendere ciò che stava avvenendo e conseguentemente agire sulla spesa pubblica, con lo scopo di portare a nuova crescita l’economia.

Dopo alcuni decenni, però, a seguito del cambiamento del contesto, fu necessario modificare anche il modello macroeconomico cui far riferimento: fu allora che si diffusero nuove teorie, come quella monetarista, in grado di interpretare in maniera più veritiera l’andamento economico del nuovo periodo storico in cui si stava vivendo.

La macroeconomia è dunque direttamente collegata alla realtà economica e per nulla fondata su un aspetto puramente teorico. Pur essendo formale e ricco di semplificazioni, un modello economico è infatti in grado di rappresentare il sistema economico in uno specifico momento storico, ponendosi l’obiettivo di essere d’aiuto nel raggiungimento degli scopi di governo.

Ogni teoria macroeconomica assumerà validità, quindi, all’interno della propria epoca di riferimento.