Microeconomia e macroeconomia: significato

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Sentiamo spesso parlare di macroeconomia e microeconomia, soprattutto in relazione a grandi fenomeni come l’inflazione, gli investimenti, il risparmio.

Microeconomia e macroeconomia: di cosa si tratta esattamente?

Macroeconomia e microeconomia sono naturalmente concetti tra loro collegati, ma mentre la prima è quella specifica branca dell’economia politica che ha come scopo lo studio e l’analisi del sistema economico nella sua totalità, avendo quindi come oggetto di studio categorie complessive di soggetti e di conseguenza grandezze aggregate, la seconda si concentra sul singolo individuo e sui dati collegati ai singoli casi.

Parliamo quindi, ad esempio, di indagini sul comportamento di una specifica tipologia di consumatori, oppure su quello di una determinata azienda, laddove la macroeconomia si incentra invece su tutti i consumatori e su tutte le imprese, unificando in seguito i dati relativi alle produzioni, al reddito ricavato e a tutte le componenti utili a fornire un prospetto finale globale.

Microeconomia

La microeconomia prescinde, dunque, da un superiore livello di aggregazione. Essa si prefigge di studiare il modo in cui i singoli operatori di un sistema economico si comportino, arrivando poi ad identificare un soggetto che divenga rappresentativo per ciascuna categoria: di esso si analizzeranno le azioni, le scelte in termini di consumo e di risparmio, le interazioni con altre entità.

Ci riferiamo, ad esempio, alle famiglie. Ma anche alla pubblica amministrazione.

E’ intuitivo come la correlazione tra le due branche economiche dipenda dal fatto che l’aggregazione di determinate grandezze non sia altro che la somma di specifiche variabili relazionate a specifici soggetti economici, certamente con alcune accomodazioni di tipo statistico.

Parliamo quindi di due visioni della medesima realtà, di due prospettive che divergono nella loro modalità ma non nell’oggetto delle loro analisi.

Macroeconomia

La macroeconomia considererà allora esclusivamente le variabili aggregate, quindi l’intera spesa pubblica, oppure il reddito nazionale, andando a studiare tutti gli elementi capaci di influenzare il raggiungimento di un equilibrio totale.

In quest’ottica, risulterà di conseguenza necessario analizzare fattori come il Pil, l’inflazione, la disoccupazione, nonché tutti i dati relativi ad investimenti e consumi dei cittadini, mentre lo studio di tipo microeconomico si concentrerà, ad esempio, su come si modifichi il comportamento del consumatore in una condizione di risorse economiche esigue, oppure su specifiche condizioni di monopolio, o ancora sull’analisi della produttività marginale.

Dall’integrazione dei due sistemi di analisi ed osservazione della realtà economica si avrà, alla fine, l’insieme delle informazioni necessarie all’ottenimento di una visione globale e il più possibile veritiera.