Microeconomia e macroeconomia: di cosa parliamo esattamente?

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Nella terminologia di natura economico-finanziaria capita di frequente di imbattersi nei concetti di microeconomia e macroeconomia, soprattutto in riferimento a riflessioni ed analisi sull’andamento dell’inflazione, sul risparmio, sugli investimenti, sulle esportazioni.

 

Prima di tutto è bene sottolineare che la “macroeconomia” sia un ramo dell’economia politica che studia il sistema economico nella sua totalità, i grandi aggregati come lo Stato, al contrario della “microeconomia” che si occupa invece dei comportamenti dei singoli operatori del settore, prescindendo quindi da una visione aggregante.

La differenza tra le due branche risiede essenzialmente nel metodo di analisi: da un lato vi è lo studio del comportamento economico delle singole unità (lavoro, imprese, beni, mercati), dall’altro quello dell’andamento dei medesimi elementi ma sotto forma di aggregato, come può accadere nel caso di un insieme di imprese in relazione ad una specifica congiuntura economica.

La microeconomia può occuparsi della singola impresa, per analizzare il cui comportamento può anche far uso di semplificazioni (ad esempio stabilendo una costante di prezzi applicati da tutte le aziende).

Possono rappresentare elementi di studio di tipo microeconomico il comportamento del consumatore in regime di scarsità di risorse, l’analisi della produttività marginale, le situazioni di monopolio, duopolio e oligopolio, e così via.

Viceversa nella macroeconomia si analizzano le variabili che influenzano economicamente l’ottenimento di un equilibrio: all’interno di quest’ottica assumono importanza, di conseguenza, la determinazione del Prodotto Interno Lordo, le esportazioni e le importazioni, i dati sugli investimenti di un Paese, e per l’appunto l’inflazione. Parliamo di quella parte della scienza economica che tiene conto anche di fattori come il reddito, l’occupazione e la disoccupazione dei cittadini di un intero Stato, il consumo: di fatto essa viene influenzata dalla somma di tutte le grandezze microeconomiche, così come dall’operare dei singoli soggetti, ovvero dei consumatori.

Nel campo della macroeconomia, però, si fa anche riferimento ad una teoria secondo cui la spesa globale di un Paese scaturisce in principal modo dal flusso degli investimenti, contrapponendosi al cosiddetto “monetarismo” che dà invece la preminenza alla quantità di moneta circolante, laddove per “microeconomia” si fa riferimento invece all’analisi dell’andamento dei costi all’interno dei singoli mercati, o del comportamento economico di singoli soggetti, famiglie o aziende, nell’ottica dello studio di come le risorse siano utilizzate.

C’è da dire che il confine tra la macroeconomia e la microeconomia, attualmente, non sia comunque più così netto come lo era un tempo, poiché i due settori si sono pian piano interconnessi, grazie anche all’attenzione senza dubbio maggiore che la macroeconomia ha dimostrato di avere nei confronti dei mercati.