Migranti e Banche

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Migranti, rifugiati e profughi

Guerre, dittature, mancanza di opportunità economiche e cambiamenti climatici sono tra i fattori che alimentano i circuiti dei migranti. E modificano quotidianamente lo scenario geopolitico mondiale, andando ad incidere sugli equilibri sociali interni dei singoli Paesi.

La questione degli sbarchi “irregolari” sulle coste italiane ha portato prepotentemente alla ribalta il tema dei rifugiati e della loro gestione a livello internazionale.

Il termine migranti viene utilizzato in maniera generica per indicare il flusso di persone in fuga dal proprio Paese che arriva in un altro. Il termine in realtà indica coloro che decidono di lasciare volontariamente il proprio Paese d’origine per cercare un lavoro e condizioni di vita migliori. A differenza del rifugiato, un migrante quindi non è un perseguitato nel proprio Paese e può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza, senza nessun rischio. Migrante ha quindi una connotazione più economica.

Il termine rifugiato ha un significato giuridico ben preciso. Lo status di rifugiato è sancito e definito nel diritto internazionale dalla Convenzione di Ginevra del 1951, viene riconosciuto a quelle persone che non possono tornare a casa perché per loro sarebbe troppo pericoloso e hanno quindi bisogno di trovare protezione altrove.

Poi c’è il termine profugo che indica colui che per diverse ragioni (guerra, povertà, fame, calamità naturali, ecc.) ha lasciato il proprio Paese ma non è nelle condizioni di chiedere la protezione internazionale.

 

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