Nasdaq e Nyse – prima parte: origini e differenze

Condividi su: Facebook Twitter

“Nasdaq” e “Nyse” sono i due principali mercati azionari degli Stati Uniti.
Nasdaq è l’acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotations, mentre Nyse sta per New York Stock Exchange.

Sono due entità di fatto in competizione tra loro, in grado di esercitare la propria influenza sul mondo intero.

Gli indici azionari

Ma facciamo una premessa, per ricordare cosa effettivamente siano gli indici azionari, ovvero gli strumenti di investimento di tipo finanziario che quasi quotidianamente vengono menzionati nei nostri telegiornali.

Tali strumenti sono stati creati per fungere da misuratori della “salute” di un determinato mercato azionario. Tale misurazione non si può realizzare utilizzando un singolo titolo, ma necessita di un certo numero di titoli che si differenzino per settore, in modo da fornire una visione completa della situazione economica che si vuole valutare.

Un indice è dunque un numero che possiede la capacità di rispecchiare la somma di tutte le variazioni di ciascun titolo nel contesto di un certo insieme di azioni, rappresentativo di una fetta rilevante del mercato globale.

Ogni indice azionario è costituito da un differente numero di titoli, selezionati in base a specifici criteri. Le maggiori Borse internazionali utilizzano almeno un indice azionario come riferimento per i propri investitori.

Nasdaq e Nyse: le origini

Negli Stati Uniti il Nasdaq e il Nyse rappresentano dunque le due maggiori Borse esistenti, con tre indici principali a copertura dei titoli negoziati su entrambe.

Il Nasdaq è nato nel 1971 e ha il considerevole merito di aver introdotto il digitale, configurandosi come il primo mercato a livello internazionale ad accettare solamente scambi per via elettronica. Negli Stati Uniti, infatti, è stato scelto da numerose imprese a carattere tecnologico (come il network Facebook di Mark Zuckerberg) e primeggia per volume scambiato.

Il Nyse venne creato ben due secoli prima, nel 1792, e si distingue invece per capitalizzazione.

Nasdaq e Nyse: le differenze

Sia il loro modo di operare che le tipologie di titoli che negoziano al loro interno tra acquirenti e venditori sono piuttosto differenti.

Nell’ambito del Nasdaq operano i cosiddetti “rivenditori”: gli utenti infatti non comprano ma vendono direttamente. Per fare questo si avvalgono di un rivenditore (dealer) denominato market maker, un intermediario finanziario che utilizza risorse per creare un portafoglio di titoli, ponendosi di fatto a metà strada fra investitori e istituti bancari.

Il funzionamento del Nyse è invece assimilabile a quello di un mercato d’asta, in cui gli interessati acquistano e vendono secondo un meccanismo tale per cui il prezzo di offerta più elevato viene associato al prezzo più basso richiesto, secondo una metodologia d’azione più intuitiva e vicina a ciò che la gente comune conosce.

Un altro fattore di diversità consiste nei requisiti richiesti per poter prendere parte agli scambi.

Il Nasdaq richiede che le azioni, quotate a cifra pari o superiore ai 4 dollari, devono essere almeno 1.250.000: ciò la rende una Borsa frequentata dalle imprese più grandi e con maggiori risorse. Al suo interno sono quotate grandi aziende tecnologiche come Google, Facebook e Amazon.

Per poter accedere al Nyse, invece, le imprese devono avere almeno 400 azionisti e 1.100.000 azioni. Ne sono un esempio gruppi storici come Coca Cola e Citigroup.

La seconda parte di questo articolo si trova qui.

Regina Picozzi