Nell’Italia della deflazione, quali sono i prezzi che salgono e quali quelli che scendono

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Sappiamo che nell’anno corrente i prezzi al consumo del nostro Paese sono mediamente diminuiti dello 0,1%, stima che ci riporta addirittura al lontano 1959.

L’Italia è in deflazione per una mancata forza nella domanda e per un livello di spessa troppo basso.

Dalla ricerca condotta recentemente da Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi della Cgia, che ha preso in considerazione  la variazione media dei prezzi di 200 tipologie di prodotti fino alla data di novembre 2016 confrontata con quella del medesimo periodo dello scorso anno, è emerso come il maggior calo dei prezzi sia da riferirsi al settore della tecnologia: computer fisso -11,5%, apparecchi per la riproduzione di immagini e suoni (tv/dvd) -3,8%, apparecchi per la telefonia fissa e telefax -9,5%,  giochi -2,4%.

Secondariamente, a scendere sono stati i costi dell’energia: gasolio per riscaldamento -9,5%, gasolio auto -8,8%, GLP/metano -8,2%, gas per la casa -8,1%, benzina -5,9%. Condizione verificatasi perché il costo del petrolio, nel 2015, si è attestato quasi sempre al di sotto dei 50 dollari al barile.

Nel settore dei generi alimentari, in terzo luogo, è stato evidenziato parimenti un calo dei prezzi. In particolare per pomodori (-5,4%), insalata (-3,9%), zucchero (-2,2%), arance (-1,9%) e gelati (-1,8%). Ma ad essere scesi di costo sono, naturalmente, molti più prodotti, di cui sono un esempio i cereali utilizzati per la colazione (-1,4%), farina e altri cereali diversi dal riso (-1,2%), yogurt (-1,1%), preparati di pasta (-0,9%), prodotti di pasticceria confezionati (-0,8%), burro (-0,8%), carne suina (-0,7%) e banane (-0,5%).

Prezzi in diminuzione, poi, per i canoni e abbonamenti a radio e televisione (-2,4%) e per i voli internazionali (-7,3%): dato, quest’ultimo, da collegarsi presumibilmente alla paura diffusasi a causa degli atti terroristici.

Ma parallelamente ad un calo dei costi nei settori menzionati la ricerca ha evidenziato una serie di rincari in alcuni specifici ambiti: i servizi postali (+9,5%), la frutta con nocciolo (+8,4%), le stampanti e fotocopiatrici (+7,6%) e i palmari/tablet (+7,3%), in costante crescita in termini di domanda. Tra i generi alimentari, invece, le patate (+6,3%), gli altri agrumi diversi dalle arance (+3,7%), l’olio d’oliva (3,3%), il pesce e i prodotti ittici (+2,6%) e le mele (+2,5%).

A questo elenco si aggiungono le voci relative alle cosiddette utenze, ovvero alle bollette per
fornitura d’acqua (+4,2%) e fognatura (+4,0%).

Pur essendoci una continua discesa dell’inflazione, mese dopo mese, l’Istat sottolinea la lieve ripresa dei prezzi dei servizi, primi fra tutti quelli di tipo ricreativo, culturale e per la cura della persona (+0,7%, la variazione era nulla a ottobre) e l’andamento crescente dei costi dei trasporti (+0,9, da +0,6% di ottobre).

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