Nuove tutele per il consumatore di prodotti assicurativi

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Il mondo della distribuzione dei prodotti assicurativi sta per conoscere anche in Italia una radicale trasformazione, a seguito del prossimo recepimento della Direttiva Europea (IDDInsurance Distribution Directive) che regola questa materia, il cui ingresso nel nostro ordinamento originariamente previsto per la fine dello scorso febbraio è poi slittato al prossimo ottobre.

Considerate, peraltro, la complessità e la delicatezza dei problemi toccati, in particolare in materia di tutela del consumatore, non è parso inopportuno, né intempestivo un dibattito recentemente svoltosi proprio su questi aspetti presso la Facoltà di Economia dell’Università Sapienza di Roma, dove sono state messe a confronto le voci dei principali protagonisti del mercato assicurativo italiano.

Privilegiando in questa sede l’aspetto della tutela del consumatore di prodotti assicurativi, si ricorda quanto affermato  da Stefano De Polis, Segretario generale dell’IVASS, il quale ne ha illustrato la triplice connotazione in virtù della nuova normativa: trasparenza delle informazioni, regole di comportamento e valutazione del prodotto. E, inoltre, la tutela del consumatore, secondo De Polis  risulterà ancor più arricchita dalla “costituzione anche nel settore assicurativo di un arbitro in grado di intervenire a dirimere molte delle controversie di gestione dei contratti“. Dunque, un nuovo strumento stragiudiziale, che si aggiunge all’Arbitro Bancario Finanziario funzionante dal 2009 e all’Arbitro per le Controversie Finanziarie operativo  dall’inizio dello scorso anno.

Anche Giovanni Calabrò, Direttore Generale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, riconoscendo nel nuovo quadro normativo un’impronta fortemente orientata alla tutela del consumatore, ne ha sottolineato i principali profili relativi  al contenuto informativo che deve caratterizzare l’attività dei distributori: Rilevando, inoltre, in questa ottica  di tutela, financo l’obbligo di disegnare i prodotti secondo una procedura che dovrebbe garantire la rispondenza alle richieste della domanda e dunque la loro effettiva vendibilità.

Alla voce delle Authorities presenti al Convegno hanno fatto seguito quelle degli esponenti del mondo associativo delle compagnie assicurative , dei produttori di prodotti assicurativi, dei loro distributori indipendentemente dalla propria tipologia operativa (banche e broker) e degli stessi consumatori. Soffermandosi  proprio su quest’ultima voce, rappresentata dal Presidente di Consumer Forum, Mario Finzi, è d’obbligo riportare il punto iniziale della sua  analisi che si è mossa dall’insufficienza di informazioni di cui tuttora beneficiano i consumatori/risparmiatori/investitori. Prendendo atto, dunque, di questa situazione, in cui “il consumatore non è in grado di esercitare  i diritti nuovi che sono a sua disposizione“, si dovrà, operare prioritariamente e vigorosamente per sanare i rilevati deficit informativi, grazie ad un’intensa attività di educazione finanziaria.

Venendo, poi, al merito della nuova normativa, Finzi ne ha sottolineato l’importanza dei due obiettivi da essa conclamati e che si intende raggiungere: “la regolamentazione analoga, quasi identica dei prodotti finanziari e assicurativi; l’estensione di queste norme non solo agli intermediari classici, ma a tutti coloro che operano con il pubblico, agenti mediatori e operatori che vendono assicurazioni in relazione accessoria ad altri servizi, come le agenzie di viaggio e gli autonoleggi“ . Ma quali sono, in definitiva, le principali innovazioni normative della IDD  che impattano sul consumatore? Per Finzi sono fondamentalmente tre e precisamente: “la governance del prodotto con la responsabilità posta in capo all’ideatore dei prodotti in modo da diversificare il prodotto stesso per i diversi target di risparmiatori; il monitoraggio nel tempo e l’informazione relativa all’assicurato della persistenza dell’adeguatezza della protezione assicurativa del prodotto rispetto al suo profilo; e, infine, il rilievo riconosciuto alla correttezza delle attività e dei comportamenti in fase di profilazione del cliente“. L’augurio è che a queste eccellenti e rivoluzionarie intenzioni contenute nella nuova normativa corrispondano nella realtà operativa comportamenti coerenti sul mercato in una prospettiva di virtuosa crescita economica e sociale dell’intero Paese.