Outsourcing: quali vantaggi per l’azienda?

Condividi su: Facebook Twitter

Il termine “outsourcing” potrebbe essere tradotto con la parola italiana “esternalizzazione”. Parliamo di una pratica di cui può avvalersi un’organizzazione – pubblica o privata che sia – che si concretizza nel ricorrere ad altre società o per ottenere una forma di supporto o per portare parzialmente a termine il proprio processo produttivo.

Quali i vantaggi dell’outsourcing?

Negli anni tale concezione si è gradualmente affinata, mantenendo la sua importanza di utilizzo da parte di numerosissime imprese, per una serie di ragioni: prima di tutto, infatti, l’outsourcing consente di delegare, per l’appunto, all’esterno la gestione di quella serie di operazioni che possono venir considerate come non strategiche, fornendo così la possibilità di impiegare risorse (siano esse economiche, tecniche o umane) in svariate attività che per loro natura influiscono meno di altre sul processo competitivo aziendale, dando di conseguenza l’opportunità all’impresa di concentrare altre risorse sulle operazioni centrali e di diminuire i costi operativi.

Secondariamente, l’outsourcing permette alla società che sceglie di farne uso di specializzarsi maggiormente in un determinato settore, proprio grazie alla professionalità e specifica competenza di cui il provider a cui si affida è fornito. Ciò ad esempio si traduce, spesso, nell’acquisizione di una serie di nuove conoscenze in ambito tecnologico che consentono all’azienda di acquisire miglioramenti innovativi che incidono sulla qualità produttiva.

I vantaggi nell’utilizzo di questa operazione sono prima di tutto di tipo economico, in quanto i costi sostenuti non saranno fissi bensì variabili, sia per quanto concerne il personale che la strumentazione necessaria. Di solito si tratta di spese per i soli canoni periodici relativi al servizio prescelto. Inoltre l’efficienza dell’impresa aumenta notevolmente proprio in virtù delle specifiche competenze esterne di cui si avvale.

Quando ricorrere all’outsourcing?

Una soluzione come questa è, in quanto tale, particolarmente utile per saper reagire con prontezza alle esigenze del mercato in tempi rapidi e con flessibilità.

Oggetto di un contratto di outsourcing può essere qualunque settore imprenditoriale. Sin dalla sua nascita, che risale agli anni ’60, esso ha riguardato principalmente le operazioni di tipo strumentale, nonché specifiche funzioni aziendali come quelle legate alla gestione dei servizi amministrativi.

Più di recente, tale attività si è estesa al marketing, alle risorse umane, alla logistica, prendendo sempre più spazio soprattutto nel campo comunicativo, per via dell’ampio spettro di possibilità che i nuovi mezzi digitali mettono a disposizione.

Da quest’ultimo punto di vista, in particolare, l’outsourcing consente di ovviare alla mancanza di competenze specializzate, nonché al fenomeno chiamato “lock in”, ovvero al “blocco da fornitore” che si verifica a seguito dell’instaurarsi di un legame di dipendenza tra chi fornisce i prodotti hardware e software e la società che ne usufruisce.
Infine, sempre da un punto di vista strettamente digitale, tale attività permette di essere sempre in linea con le rapide trasformazioni, nonché con gli strumenti applicativi più all’avanguardia, nel settore della comunicazione.