Politica monetaria, espansiva e restrittiva: di cosa si tratta esattamente?

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Cos’è la politica monetaria e a cosa serve? Ne sentiamo parlare ogni giorno, con la consapevolezza che comunque incide sulle nostre finanza quotidiane e sul nostro benessere. Vediamo come.

La politica monetaria rappresenta quell’insieme di azioni con cui le autorità incidono sul mercato della moneta e del credito, con lo scopo di realizzare specifici obiettivi dal punto di vista dell’economia.

Le azioni suddette possono essere messe in atto da una Banca Centrale, ovvero da un organo che possiede un esplicito mandato, di tipo esclusivo, per operare su tale piano, oppure da altri tipi di entità (come un comitato valutario o alcune tipologie di commissioni).

Normalmente l’autorità monetaria per eccellenza è per l’appunto la Banca Centrale, che ha la funzione di effettuare un controllo continuo sul mercato e di finanziare le banche commerciali, oltre ad avere la caratteristica primaria di poter stampare ed emettere la moneta circolante.

Attraverso la politica monetaria, essa opera per l’ottenimento di un equilibrio nell’economia attraverso il controllo dell’offerta di moneta.

Per quanto concerne gli Stati Europei, il riferimento in questo senso è la BCE, ovvero la Banca Centrale Europea, incaricata principalmente del mantenimento della stabilità dei prezzi ed in generale di tutte le più rilevanti scelte da operarsi in ambito finanziario, come ad esempio relativamente ai tassi d’interesse, fattore determinante su tutte le decisioni che conseguentemente i cittadini europei potranno prendere per gli investimenti o le spese che vorranno effettuare.

In particolare, all’interno dello scenario descritto potrà accadere per esempio che la situazione economica si trovi in recessione: in questo caso si metterà in atto una politica monetaria definita “espansiva” (detta anche “facile” o “accomodante”), ovvero finalizzata ad un abbassamento dei tassi d’interesse e ad un supporto finanziario maggiore, ad esempio attraverso l’acquisto di obbligazioni governative.

Il diretto risultato di una politica di questo tipo è la crescita della spesa nella popolazione, la diminuzione della disoccupazione ed un generale miglioramento economico.

Al contrario, una politica monetaria viene definita “restrittiva” quando avrà lo scopo di abbassare la soglia dell’aiuto finanziario e la spesa dei cittadini: viene messa in atto nei momenti in cui si ha necessità di rallentare il sistema economico, ad esempio per problemi importanti di inflazione. La principale modalità con cui si mette in atto una politica monetaria di questo tipo è l’aumento dei tassi di interesse, così da rendere meno agevoli gli acquisti dei consumatori. Crescendo il tasso d’interesse monetario aumenta di conseguenza anche lo stimolo ad investire nel Paese dall’esterno, innescando un meccanismo di domanda e offerta che condurrà ad un più alto apprezzamento della moneta in questione.