Premio Nobel per l’economia 2016 a Hart e Holmstroem per il loro contributo alla “teoria dei contratti”: di cosa si tratta?

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Il Nobel per l’economia, quest’anno, è stato assegnato ad un britannico e ad un finlandese: Oliver Hart e Bengt Holmstroem. I due studiosi sono stati premiati, in particolare, per il contributo fornito alla “teoria dei contratti”, ovvero a quella branca dell’economia del diritto che si occupa della modalità con cui le norme di un contratto portino ad una giusta distribuzione delle risorse. Nello specifico Hart, docente ad Harvard, ha analizzato e spiegato come un’azienda debba comportarsi quando si verifica un evento non previsto dal contratto, mentre Holmstroem, che insegna al Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, ha descritto come strutturare nel modo migliore possibile il compenso destinato all’amministratore delegato.

Come potremmo definire correttamente il termine “contratto”?

Parliamo di un accordo, stipulato tra due o più soggetti, con lo scopo di “costruire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale”: questo il concetto espresso nel nostro codice civile (art. 1351). E’ dunque una manifestazione di volontà da parte di chi lo contrae e, al contempo, un rapporto patrimoniale regolato dalla legge, capace quindi di far scaturire conseguenze giuridiche. Dalla stipulazione di un contratto potranno derivare sia effetti cosiddetti “reali”, come quelli che consistono nel trasferimento della proprietà o di un altro diritto, sia effetti definiti “obbligatori”, che possono cioè costituire, modificare o estinguere obbligazioni tra le parti, laddove per obbligazione intendiamo quel rapporto giuridico in base a cui un soggetto, detto debitore, è tenuto ad erogare una determinata prestazionea nei confronti di un altro soggetto, il creditore.

Le società moderne sono amministrate e gestite proprio grazie ad una serie di convenzioni stipulate tra i diversi soggetti, utilizzando sistemi comuni e condivisi per realizzare scambi, concludere affari, eseguire operazioni commerciali. Le più frequenti tipologie di contratti sono quelle tra gli azionisti e i responsabili di un’azienda, oppure tra le assicurazioni e i proprietari di autovetture e scooter. In tali ambiti la contrattualistica è indispensabile per gestire gli inevitabili conflitti di interesse.

Studiando queste condizioni nelle loro specifiche caratteristiche, i due studiosi premiati quest’anno hanno creato un apparato in grado di fornire ad entrambe le parti in causa i medesimi oneri e benefici.

Ambedue professori e quasi coetanei (68 e 67 anni, rispettivamente), Hart e Holmstroem sono economisti specializzati nel settore compensi e benefit per i top manager aziendali.

Hart aveva già contribuito alla teoria dei contratti negli anni ’80, mentre negli anni ’70 Holmstroem aveva descritto la modalità di realizzazione di un contratto ottimale da parte di un soggetto privato nei confronti di un rappresentante di gruppo, come ad esempio un amministratore delegato.

La decisione della Reale Accademia Svedese delle Scienze ha spiazzato tutti i pronostici della vigilia ,che davano per favorito il francese Olivier Blanchard.