Prestito tra privati: di cosa parliamo?

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Esiste la possibilità di stipulare un prestito tra privati, senza quindi dover obbligatoriamente inoltrare la domanda di finanziamento ad un istituto bancario o ad una società finanziaria. Si tratta di una possibilità piuttosto vantaggiosa, sia dal punto di vista della sicurezza che della convenienza economica per entrambi i soggetti coinvolti, ovvero sia per chi chiede denaro, che per chi lo eroga. Per il prestito tra privati, sono  previsti, infatti, un’autorizzazione ed una supervisione della Banca d’Italia nei confronti della società che cura l’accordo, nonché costi di gestione notevolmente più bassi rispetto ad una richiesta di finanziamento “standard”.

Il prestito tra privati non è altro che un’operazione di tipo finanziario che si realizza tra due individui e che può comportare oppure no il versamento degli interessi, oltre naturalmente alla restituzione della somma erogata da uno dei due nei confronti dell’altro. Potrà trattarsi di un accordo tra parenti o tra amici (ad esempio il prestito tra coniugi, che non comporta l’obbligo di rimborso: nel caso di inadempimento, infatti, non è prevista alcuna sanzione di tipo penale), oppure il prestito può configurarsi come un patto di tipo commerciale che si realizza su specifiche piattaforme online: in quest’ultimo caso si parlerà del cosiddetto “social lending” e tale operazione comporterà l’aggiunta del pagamento degli interessi in maniera obbligatoria. Si tratta di un’analoga operazione che si realizza però tra due sconosciuti, che si avvalgono di una piattaforma di tipo digitale, e che può arrivare ad un finanziamento massimo di 25 mila euro.

In assoluto, il soggetto che sceglie di erogare il prestito potrà naturalmente valutare in modo diretto la persona verso la quale predisporlo, oppure affidarsi a specifici intermediari che compiano tale operazione al suo posto, grazie ad un’esperienza professionale, che consentirà loro di valutare dettagliatamente il massimo livello di rischio accettabile ed il rispetto delle giuste condizioni di base, perché l’operazione stessa possa effettuarsi. L’intermediario potrà anche utilizzare il denaro del primo soggetto per finanziare più di un’attività, poiché nella diversificazione degli investimenti i rischi diminuiranno in modo considerevole.

L’accordo  per il prestito viene definito tramite un vero e proprio contratto, all’interno del quale si stabilisce anche la data del rimborso della somma erogata: si tratta di una scrittura privata che ha comunque una ufficialità e di conseguenza un vincolo per entrambi i sottoscriventi. Si stabilirà quindi la durata del prestito (che rispetto a quella del prestito bancario, che può arrivare fino a 10 anni, sarà inferiore, ovvero di 48 o 60 mesi), la possibilità o meno che si maturino degli interessi e la modalità di pagamento.

La soluzione più sicura è quella di registrare l’accordo all’Agenzia delle Entrate, tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno, pagando un costo aggiuntivo del 3% sulla somma finanziata entro 20 giorni dall’erogazione stessa. Nel caso vi siano anche gli interessi, la percentuale dovrà naturalmente calcolarsi sulla cifra lorda complessiva.