Recensioni: “La finanza pubblica italiana – Rapporto 2017” a cura di Giampaolo Arachi e Massimo Baldini, 2017, Bologna, Edizione Il Mulino

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Il 2018 è iniziato con l’avvenuta conclusione della legislatura, con gli occhi puntati sul rinnovo delle Camere e sui programmi presentati dai partiti politici. In questo contesto di incertezze e buoni propositi non si può tralasciare la possibilità di riflettere adeguatamente sui nodi fondamentali della nostra società, possibilità offerta da questo bel libro curato da Giampaolo Arachi e Massimo Baldini: “La finanza pubblica italiana – Rapporto 2017”.

Con le consuete chiarezza espositiva e ricchezza di dati statistici il Rapporto 2017, dopo la presentazione del quadro macroeconomico di riferimento e delle sue principali implicazioni, passa in rassegna i capitoli più significativi della finanza pubblica italiana: dai conti pubblici in generale al federalismo; dalla sanità pubblica all’istruzione; dal fisco alla previdenza e assistenza; dalle public utilities alle infrastrutture.

Dai diversi contributi emergono in modo netto: sia i risultati conseguiti nell’anno e, più in generale, nell’arco della legislatura appena conclusa; sia il condizionamento esercitato sugli esiti finali dalla consultazione referendaria del dicembre 2016; sia la mancanza di una seria programmazione in molti degli interventi di settore e nella produzione dei relativi servizi; sia, infine, la configurazione del percorso che si dovrà affrontare per riportare i conti pubblici italiani su una linea di galleggiamento sostenibile, accompagnata da una maggiore credibilità dell’Italia a livello UE.

E in questa specifica ottica va ricordato il saggio finale di Carlo Cottarelli, che, forte della sua esperienza di Commissario alla spending review , non solo ribadisce la necessità di una riduzione del debito pubblico, ma indica anche gli strumenti di aggiustamento ordinario da poter applicare senza penalizzare eccessivamente il processo di crescita del Paese.

Una lettura, in definitiva, questa del Rapporto 2017, utile per il cittadino che voglia essere sempre più consapevole del contesto in cui vive e delle potenziali opportunità di miglioramento; ma anche e ( forse) soprattutto per i politici che abbiano veramente a cuore le sorti future dell’Italia e vogliano seriamente affrontarne i problemi strutturali .