Risparmio

Condividi su: Facebook Twitter

Risparmio: definizione e scopo

Il risparmio è definito come la quota del reddito di persone, imprese o istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma è accantonato per essere speso in un momento futuro. Il risparmio è dunque una rinuncia a consumare oggi, in vista di un maggiore consumo futuro.

In generale lo scopo del risparmio è quello di poter disporre in un secondo momento della liquidità non spesa. Ciò può essere guidato da differenti obiettivi: poter far fronte in futuro a spese impreviste, nel caso di un risparmio di tipo precauzionale, per garantirsi un reddito futuro quando si smetterà di lavorare, oltre a quello offerto dal sistema pensionistico, per lasciare un’eredità o per compiere, in futuro, un investimento di rilevanti dimensioni, come l’acquisto di una casa o in generale di un bene durevole.

Perché risparmiare?

Le persone risparmiano rinunciando a consumare l’intero reddito percepito sotto forma di stipendio o compenso per attività professionali finalizzandolo ad usi futuri.

Si risparmia per tutelarsi da eventi imprevisti futuri, per acquistare una casa o un’automobile, o in vista di investimenti futuri.

Il compenso alla rinuncia al consumo immediato è misurato con il tasso di interesse, grazie al quale viene traslato il valore monetario nel tempo, con la dovuta considerazione dell’effetto che ha l’inflazione, il livello della quale determina poi il valore reale nel tempo delle somme risparmiate.

Diversi sono gli strumenti bancari e finanziari con cui un individuo o una famiglia possono programmare e realizzare concretamente un piano di risparmio.

Il conto corrente bancario, spesso nella sua evoluzione di conto di deposito, è il primo strumento con cui gestire entrate e uscite correlandole, nel limite delle possibilità individuali, agli obiettivi di risparmio.

Video correlati