Ciclici o difensivi? Ecco i due diversi settori nei quali poter investire

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Vi state accingendo ad investire in Borsa? Se la vostra risposta è sì, allora sarà importante che valutiate con attenzione una serie di fattori. Tra questi, sarà senz’altro fondamentale conoscere la differenza fra titoli ciclici e titoli difensivi.

Diversificando in maniera corretta il portafoglio azionario, infatti, sarà possibile diminuire i rischi legati al mercato.
La differente scelta da poter realizzare servirà a cercare di individuare e cogliere nel miglior modo possibile le opportunità offerte da un ciclo economico vantaggioso, arginando nel contempo le difficoltà durante le fasi meno favorevoli.

Titoli ciclici e titoli difensivi, quali sono le differenze?

Il presupposto di cui tener conto e dal quale partire è che settori diversi hanno anche una diversa reazione all’andamento del ciclo economico sopra menzionato: alcuni tendono ad aumentare profitti e perdite, altri sono invece caratterizzati da una maggior stabilità. Ma vediamo nel dettaglio le differenze.

Storicamente i cosiddetti settori “ciclici” subiscono più ampie oscillazioni, accrescendo i rialzi e i cali del mercato quando esso è, rispettivamente, in una condizione di forza o di debolezza. Sono perciò profondamente correlati all’attività economica e nelle fasi di espansione finanziaria sono quelli che maggiormente ne beneficiano. Al contempo, però, sono anche i primi a risentirne nei momenti di rallentamento dei mercati, con la conseguenza che i titoli ad essi connessi possono – in quei periodi – subire un crolli.

Nelle fasi di ripresa economica i settori ciclici saranno quindi quelli che “sovraperformano”, ovvero che aumentano di più, poiché di solito sono costituiti da titoli che seguono l’andamento dell’economia ed i suoi cambiamenti: ne sono esempi tipici i beni di consumo secondari (ovvero quelli non di prima necessità, come ad esempio le automobili), le materie prime, gli articoli per la casa e la cura personale, i prodotti industriali e quelli tecnologici, i viaggi.

I settori definiti “difensivi”, al contrario, sono poco connessi con il ciclo economico e di conseguenza risentono meno dei momenti di rallentamento o di recessione (da qui il loro appellativo). Sono tali i servizi legati alla sanità, all’utilità pubblica (come quelli connessi all’erogazione dell’elettricità, del gas e dell’acqua), il settore energetico (nel quale rientrano i titoli delle società di estrazione, raffinazione e trasporto del petrolio), quello agroalimentare e quello assicurativo, nonché i servizi delle telecomunicazioni.

Quale settore scegliere allora?

In virtù di tali diversità, la migliore strategia sarà quella di fare investimenti nei settori di tipo ciclico quando il mercato è in rialzo, per poi passare a quelli di tipo difensivo quando invece si verifica una contrazione economica.

Sarebbe però scorretto pensare che quando i titoli ciclici sono in salita quelli difensivi siano automaticamente in calo. Questo perché seppure questi ultimi risentono meno del ciclo economico, non significa che non ne possano subire gli effetti, ma soltanto che ne risentano in maniera meno imponente. Sarà quindi utile, nell’ambito di un investimento in borsa, diversificare il più possibile ed includere perciò entrambe le tipologie di titoli, al fine di diminuire i rischi.

 

di Regina Picozzi