Social network ed editoria: al via il “Facebook Journalism Project”, nuova sfida di Zuckerberg. E sale in borsa la quotazione del social network.

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Facebook entra ufficialmente nel settore dell’editoria.

L’annuncio è stato dato sia dal suo stesso fondatore, Mark Zuckerberg, che dalla direttrice di produzione Fidji Simo, tramite un lungo post apparso sul social network: nasce il cosiddetto “Facebook Journalism Project“, non senza scatenare – come previsto – più di una polemica tra gli editori internazionali.

Le modalità attraverso cui tale progetto si realizzerà saranno fondamentalmente tre: produzione di news, corsi di e-learning per formazione e specializzazione dei giornalisti con un aiuto nel reperimento di testimoni oculari degli eventi e promozione della “digital e news literacy” degli utenti. Attuando sempre, di fondo, una sensibilizzazione contro la diffusione delle “bufale”, istruendo cioè ad un uso delle notizie responsabile e corretto.

Oltre agli strumenti già esistenti e pensati appositamente per il giornalismo (le riprese a 360°, gli Instant Article, i Live), l’azienda di Zuckerberg sta lavorando alla definizione di altre modalità attraverso cui poter comunicare al meglio le news, ad esempio dando agli utenti che leggono la possibilità di visionare più articoli nello stesso momento.

Il social si incamminerà verso una strada piena di impegni, tra cui collaborare proprio con gli editori allo sviluppo del nuovo prodotto, senza tralasciare il fatto che una grossa fetta di visibilità verrà data sia alla stampa indipendente che alle edizioni locali, nell’ottica secondo la quale “Le news locali sono l’anima del vero giornalismo”, come ha sottolineato la direttrice Simo.

Vi sarà poi un’attività di assistenza alle testate in merito alla sottoscrizione di abbonamenti e alla messa a punto di nuovi modelli di business, mantenendo un costante contatto con la società proprio per stimolare nuovi progetti comuni, nonchè una disponibilità di usufrutto gratuita in particolare agli editori di CrowndTange, la startup acquisita da Facebook di recente.

Inevitabili le critiche e le polemiche dal mondo dei media, che mal ha accettato il nuovo ruolo che Facebook ha deciso di arrogarsi (tra l’altro con assoluta libertà), ovvero quello di selezionare le notizie valutandone l’attendibilità e proporle agli utenti, azione molto simile a quella di un giornale tradizionale. Situazione nella quale i collaboratori saranno gli stessi utenti della piattaforma, che naturalmente “lavoreranno” gratis. Un passo non poco rilevante per un social che fino ad ora si era limitato ad operare un’azione di aggregazione di contenuti giornalistici prodotti da altri (testate e media company), tutt’al più rimuovendo dalla bacheca degli utenti “editori” articoli considerati lesivi di qualche particolare diritto.

Quello che ha spinto Mark Zuckerber a modificare la propria idea operativa e a passare ad una nuova forma di gestione del materiale presente sul social (testi, foto e video) sono stati molto probabilmente proprio i numerosi passi falsi nonchè la tante accuse ricevute in termini di manipolazione dell’informazione, non ultime quelle evidenziatesi durante le recenti elezioni presidenziali americane, quando su Facebook sono piovute dure critiche da parte di osservatori politici e professionisti del settore giornalistico secondo cui il social avrebbe agevolato in modo indiretto la vottoria di Trump bloccando la diffusione delle “fake news”,

Dura la reazione di alcuni editorialisti: “ Così sarà Zuckerberg a decidere cosa è vero e cosa no”, hanno commentto dal Wall Street Journal.

E intanto il titolo in borsa continua a salire.