SOS: non una richiesta di soccorso ma un percorso di legalità

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Si legge SOS , ma in questo caso non si tratta di una richiesta di soccorso , bensì di un percorso di legalità. Infatti , ci si riferisce alle segnalazioni di operazioni sospette alle quali sono tenuti i diversi soggetti obbligati individuati dalla normativa antiriciclaggio: banche, altri intermediari finanziari , avvocati , notai , commercialisti , etc. Un autentico fiume di dati ( oltre 101mila le operazioni sospette segnalate nel 2016 ) che affluisce all’ Unità di Informazione Finanziaria (UIF) , la Financial Intelligence Unit , costituita presso la Banca d’Italia , anche se operante in piena autonomia . Un organismo che ha ormai tagliato il traguardo di un’operatività decennale e che vanta un ruolo significativo nella complessa architettura che dalla tracciabilità dei flussi finanziari si dirama nei mille rivoli che affluiscono alle diverse fattispecie di illegalità e ai relativi strumenti di contrasto : dall’evasione fiscale , all’antiriciclaggio , al finanziamento al terrorismo, etc .
A parte gli aspetti di crescita ( ma all’UIF si affrettano a dire che il dato del 2016 è fortemente influenzato dai provvedimenti di voluntary disclosure ) il dato quantitativo rivela una maggiore consapevolezza della collaborazione richiesta ai soggetti obbligati e sottende risvolti qualitativi non trascurabili, quali: la maggiore tempestività nell’inoltro delle segnalazioni e un miglioramento nell’effettiva rilevanza criminale delle operazioni individuate. Non è casuale che oltre il 70% delle SOS lavorate dall’UIF sono state ritenute di interesse ai fini di indagine dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza.
Del rafforzamento del ruolo dell’UIF , favorito da un impianto normativo che ha recepito la Quarta Direttiva Antiriciclaggio , si ha puntuale conferma nelle pagine del Rapporto Annuale 2017 di questo organismo, che non solo ricorda il consolidamento dell’attività dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata costituito nel novembre di due anni fa ; ma passa in rassegna anche quanto fatto in tema di analisi delle attività anomale connesse alla liquidazione di enti e società pubbliche , o di quelle legate ai money transfer , già da tempo oggetto di particolare monitoraggio .
Dai temi di natura interna a quelli posti sul al versante internazionale per rilevare che in questo ambito gli elementi cruciali in questo percorso di legalità sono due : il rafforzamento delle infrastrutture finalizzato a un più efficiente fronteggiamento della criminalità organizzata transnazionale e il maggior grado di collaboratività stabilito con organismi equivalenti di altri Stati , tra cui spicca la recente sottoscrizione del Protocollo dell’UIF con le Autorità cinesi.
Un capitolo a parte , infine , è dato dell’intercettazione dei flussi finanziari destinati al terrorismo , un fenomeno che negli ultimi anni si è manifestato con una drammatica frequenza . L’attivazione di un portale internet dal maggio dello scorso anno dedicato alle modalità e alle caratteristiche del finanziamento del terrorismo costituisce la risposta concreta e valida dell’UIF ; una fonte di conoscenza di informazioni e documentazione , anche di provenienza estera e spesso di non immediata reperibilità. Le SOS legate a questo delicato aspetto sono segnalate in aumento vertiginoso nel 2016 ( oltre 600 con una crescita del 127%); mentre nel primo semestre del 2017 non sono state lontane da quota 500 con un + 55% sul corrispondente periodo dell’anno precedente.
Il percorso di legalità delineato da questo sistema delle SOS e qui descritto per sommi capi non è però statico , ma si evolve nel tempo . Ecco subito un paio di esempi . Le linee operative del prossimo futuro prevedono l’attivazione degli obblighi di segnalazione antiriciclaggio posti a carico delle imprese operanti nel settore della moneta virtuale ( bitcoin e altre criptovalute), un terreno che presenta alcuni aspetti non secondari e poco tranquillizzanti di opacità e di accentuata volatilità. Inoltre , appare indispensabile il miglioramento del livello complessivo di collaborazione con le diverse autorità ( come non ricordare l’esempio dei Protocolli sottoscritti con le Procure di Milano e Roma ? ) e con la Pubblica Amministrazione , che in passato non ha certo brillato per sensibilità su questo specifico versante . Una falla vistosa da sanare rapidamente.