Tasse e Superenalotto, il “business” della fortuna

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Anche la fortuna è sottoposta a tassazione. Sappiamo infatti che in caso di vincita al gioco del noto Supernalotto una parte dell’importo andrà nelle casse dello Stato sotto forma di tasse. Di recente la normativa in materia ha subito delle modifiche.

Quali tasse sul superenalotto?

Mentre fino a poco tempo fa le cosiddette “percentuali delle ritenute” previste per legge erano soggette ad una quota del 6% (per importi superiori ai 500 euro), da ottobre dello scorso anno, in base al decreto legislativo 50/2017 (manovra bis), la nuova aliquota di tassazione sulle vincite non solo del Superenalotto ma anche del Gratta e Vinci e del Win for Life, nonché delle slot machine, è di ben il 12%.

Per quanto riguarda le tasse sul gioco del Lotto la ritenuta è stata fissata invece all’8%.

Il dato positivo è però che l’aumento non riguardi le scommesse sportive.

Si stima che tale novità permetterà allo Stato italiano di incassare, solo tra il 2017 e il 2019, circa 322 milioni di euro.

Il sistema di tassazione previsto è tale per cui, in caso di vincita, la somma viene trattenuta direttamente dal concessionario che ha in gestione il gioco, come sostituto d’imposta. In tal modo l’incasso da parte dello Stato è immediato.

In Italia esiste un sistema per cui tutti i giochi con premi in denaro, quindi non solo il superenalotto ma anche il poker e le scommesse (ovvero tutti quelli che sono poi vietati ai minori di 18 anni), sono sottoposti ad un regime di controllo e regolamentazione da parte dell’AAMS, cioè dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Da diversi anni, inoltre, tale entità è stata inglobata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che è specificamente deputata a gestire il gioco pubblico sul territorio italiano, compiendo un’azione di verifica nei confronti sia dei concessionari che di tutti gli operatori del settore.

Nel caso di vincite al gioco sui siti con concessione AAMS, autorizzati dal testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza, non esiste obbligo di dichiarazione nel proprio 730 o nel modello Unico: sono le uniche forme di “guadagno” non soggette a tassazione, ma semplicemente perché, come detto, esiste già una tassazione alla fonte applicata in maniera immediata.

Per poter conoscere quali siano i concessionari telematici effettivamente abilitati al gioco è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia Dogane e Monopoli: al suo interno si potrà anche verificare l’esistenza di una black list con i numerosi siti illegali, aggiornata ed affidabile.

Benchè molti siti privi di autorizzazione siano già stati bloccati, ne resta ancora una buona fetta in circolazione. Il testo Unico dispone infatti che siano una esclusiva riserva statale tutti i giochi che prevedano un pagamento in denaro e la possibilità di un’analoga vincita.

Per chi prende parte a scommesse illegali (ad esempio accettando biglietti della lotteria da parte di persone non autorizzate) è previsto l’arresto fino a tre mesi ed una sanzione pecuniaria fino ad oltre 500 euro.