TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e tassazione  

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Quando parliamo di TFR ci riferiamo al cosiddetto Trattamento di Fine Rapporto, detto anche liquidazione, ovvero all’erogazione di una specifica somma che viene elargita nel momento in cui un rapporto di lavoro termina, o diversamente quando ne venga fatta richiesta anticipata da parte dell’interessato secondo le norme di legge.

Si tratta, quindi, di una cifra contributiva aggiuntiva, che qualunque lavoratore dipendente matura nel corso della propria carriera e che può sia venire liquidata tramite la “quota integrativa della retribuzione” (Quir), sia essere indirizzata a forme di previdenza complementare.

Calcolo del TFR

Di norma l’importo del TFR è pari ad una mensilità per ogni anno di contribuzione: per eseguire il calcolo preciso è sufficiente dividere la quota della retribuzione lorda annuale – comprensiva delle mensilità in aggiunta – per 13,5, sottraendo quindi la contribuzione spettante all’Inps per lo 0,5%.

Alla cifra lorda del TFR ricevuto dal datore di lavoro non verrà applicata la tassazione Irpef ordinaria per aliquote e scaglioni relativamente all’anno di erogazione della liquidazione: si applicherà invece un’aliquota media che terrà conto di tutti gli anni.

Per effettuare il calcolo preciso del trattamento di fine rapporto netto bisognerà partire dal TRF lordo e considerare le aliquote Irpef del periodo di riferimento, quindi il numero di anni o di frazioni di anni di lavoro. Si moltiplicherà il valore del Tfr lordo per 12 e lo si dividerà poi per il totale degli anni di lavoro.

 

Tassazione del TFR

 Per calcolare l’aliquota Irpef media si dovrà invece considerare la suddivisione delle aliquote per scaglioni, relativamente alla base imponibile, ovvero 23% fino a 15mila euro, 27% da 15mila a 28mila euro, 38% da 28 mila a 55mila euro, 41% da 55mila a 75mila euro, 43% da 75mila euro in poi.

La tassazione sul TFR viene applicata, secondo la legislazione italiana, in modo “separato” rispetto all’abituale regime di imposte: questo con il preciso obiettivo di far sì che il peso dei tributi corrisponda ad una media degli anni di servizio.

Il concetto di tassazione separata del TFR si basa infatti su un principio di equità dell’imposizione fiscale, secondo il quale la tassazione non debba fondarsi sul reddito dello specifico anno di erogazione del TFR, quanto piuttosto su una media del reddito prodotto dal lavoratore nel tempo.

Tale modalità è tra l’altro più favorevole per chi riceve il TFR, in quanto l’imposta Irpef che viene a determinarsi sarà comunque più bassa rispetto a quanto sarebbe stata se si fosse applicata l’aliquota Irpef ordinaria, ovvero quella facente riferimento all’esatto momento in cui la liquidazione viene dal lavoratore ricevuta.

Esistono vari elementi che concorrono alla determinazione della cifra complessiva del trattamento di fine rapporto: oltre alla retribuzione minima prevista, sono infatti da conteggiarsi permessi, ferie, eventuali straordinari maturati, scatti di anzianità o premi, provvigioni, indennità. Oltre a ciò, si dovranno naturalmente conteggiare anche le mensilità maturate nei periodi di assenza dal lavoro, durante i quali sia però sussistita la tutela a favore del lavoratore, per legge, come ad esempio nei casi di assenza per malattia, maternità, infortunio.

 

Regina Picozzi