Toro ed orso nel mondo della finanza

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In ambito finanziario non è raro imbattersi in una terminologia che a prima vista potrebbe sembrare quanto meno anomala.

Ne è un classico esempio l’utilizzo dei termini orso (l’inglese “bear) e toro (“bull”), parole che applicate al mercato fanno riferimento, rispettivamente, ad un periodo di ribasso e ad uno di rialzo delle quotazioni.

L’associazione è abbastanza istintiva e tiene conto del fatto che il toro sia un animale con la tendenza ad attaccare utilizzando le proprie corna, sferrando colpi letteralmente dal basso verso l’alto, mentre l’orso lo fa al contrario portando le zampe dall’alto verso il basso per colpire le prede prescelte.

In un mercato toro, di conseguenza, avremo quotazioni che tendono al rialzo, mentre in un mercato orso gli operatori di borsa le porteranno a scendere in previsione di un abbassamento dei prezzi.

Alla terminologia è stato dato un preciso inquadramento: si parlerà di “ orso ” esclusivamente nel momento in cui i titoli azionari scendano di almeno il 20% di uno dei principali indici di riferimento, che variano da Paese a Paese.

L’uso di queste espressioni sembrerebbe avere la propria origine etimologica  nell’area anglosassone, nel periodo del dopoguerra: allora furono principalmente gli americani ma anche gli inglesi ad esercitare il potere sulle borse d’Europa, dando spazio all’importazione dei due simboli degli animali, legati verosimilmente alle caratteristiche comportamentali sopramenzionate.

C’è però chi, diversamente, ricerca la vera origine nella fase della nascita della borsa in Olanda, a causa dei termini monosillabici utilizzati dai compratori: quello associato al toro sarebbe stato molto vicino al verso dell’animale, mentre quello dell’orso sarebbe stato tratto dal noto detto popolare “Non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”.

In ogni caso, qualunque sia la verità effettiva circa l’inizio del loro utilizzo nella terminologia finanziaria, oggi le due parole sono di fatto associate al rialzo e al ribasso borsistico, rappresentando dunque le due divergenti tendenze dei mercati azionari, tanto che a Francoforte si potrà ammirare la rappresentazione della lotta tra i due animali, a simboleggiare la natura stessa del rischio in borsa, mentre a Wall Street è posta in bella vista la scultura di un toro che scalpita.

Naturalmente ogni periodo orso è significativo di un generale deprezzamento del valore delle società rappresentate dalle azioni che scendono. Chi ha la capacità di intuire l’approssimarsi di questa fase, è di certo in grande vantaggio dal punto di vista degli investimenti, potendo acquistare a basso costo quel che dopo poco tempo subirà un rialzo sul mercato.

Di fatto, il bull market ed il bear market, però, non sono altro che lo specchio delle fasi proprie di ogni ciclo finanziario, che in quanto tali sfuggono all’analisi e a qualsiasi reale previsione, coinvolgendo per la medesima ragione qualsiasi area geografica.

Per approfondimenti: Toro e orso, i simboli dei mercati finanziari