“Work-family enrichment”, la visione pioneristica di Adriano Olivetti

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Lo hanno definito “visionario, utopista”. E in effetti, nel panorama economico-aziendale italiano, Adriano Olivetti ha lasciato un ricordo e un segno indelebili, grazie non soltanto alle sue straordinarie doti manageriali e al design rivoluzionario delle sue creazioni, ma soprattutto in relazione alla sua concezione di gestione aziendale in grado di precorrere i tempi e che per allora (parliamo degli anni ’50) era per molti decisamente difficile da immaginare.

Nei lavoratori Olivetti riconobbe l’elemento chiave del possibile successo di un’azienda.

E nell’importanza del legame tra vita privata e lavorativa individuò il fattore cruciale di sviluppo.

Da qui l’esortazione, nei confronti dei propri dipendenti, a cooperare e supportarsi reciprocamente, in un’ottica di totale integrazione tra azienda e collaboratori.

La sua visione pioneristica, che poneva il datore di lavoro al centro di un processo che si poneva come obiettivo il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie, rappresenta la base della teoria del “work-family enrichment”, elaborata molto tempo dopo da diversi studiosi e che si incentra, con semplicità disarmante, sull’idea che la spinta ad una maggior partecipazione in ambito extra-lavorativo da parte del datore di lavoro nei confronti del collaboratore possa far migliorare lo stato generale del lavoratore stesso in termini di autostima, resistenza allo stress ed ottimismo. Tutti elementi che, a loro volta, influiscono positivamente sui risultati ottenuti in ambito lavorativo. Migliorare la qualità di vita di un dipendente migliorerà anche il suo operato professionale. E mettere il lavoratore nella condizione di poter partecipare alla vita della “fabbrica” lo porterà ad amarla.

Olivetti rappresentò il precursore di un orientamento sociale che solo molto tempo dopo si sviluppò nel nostro Paese: si sarebbe infatti dovuto attendere l’arrivo degli anni ’80 per poter parlare di responsabilità sociale di impresa, di sostenibilità, di etica degli affari.

Adriano Olivetti. Un grande economista, un grande uomo.

Regina Picozzi

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