Cosa sono i contratti derivati e i mercati OTC

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Quando in economia parliamo di prodotti derivati facciamo riferimento al fatto che il loro valore, per l’appunto, “derivi” dall’andamento di una determinata attività, ovvero da tutta una serie di eventi rappresentativi del cosiddetto “sottostante” del prodotto stesso.

Cosa sono i derivati

Per derivati si intenderà quindi qualsiasi contratto o titolo che abbia un prezzo fondato sul valore di mercato di un altro strumento finanziario, che potrà ad esempio essere un’obbligazione, una valuta, un tasso d’interesse o un indice finanziario.

Cosa sono i mercati OTC

I mercati (soprattutto quelli che si localizzano al di fuori degli ufficiali circuiti di borsa) sono dunque il luogo di contrattazione per questa specifica tipologia di strumenti finanziari. Un mercato che per l’appunto si caratterizza per essere alternativo alle borse tradizionali si definirà “over the counter”, anche detto OTC, e potrà essere stato realizzato sia professionisti privati che da istituzioni di tipo finanziario, tramite l’utilizzo delle reti telematiche.

Poiché ciò che accade nei mercati OTC non è sottoposto a regolamentazione e di conseguenza è soggetto a quotazioni non stabili (visto che l’andamento è dato dalla semplice relazione tra domanda e offerta), la banca che sceglierà di proporre alla propria clientela prodotti di questa tipologia dovrà necessariamente informarla in merito a tutte le possibili conseguenze, sulla base di una normativa contenuta nella legge n.1 del 2 gennaio 1991, che stabilisce un regolamento di carattere generale da tenersi in queste circostanze.

E’ bene tener conto del fatto che i derivati siano strumenti di una certa complessità, che, a seguito del loro successo nei mercati soprattutto intorno all’anno 2000, sono riusciti a conquistarsi un grande spazio nei mercati di capitali. In tal modo hanno ottenuto importanza nel contesto dell’economia internazionale.

I derivati vengono usati con finalità di copertura, ovvero per abbassare i rischi legati ad un certo insieme di somme, con finalità speculativa, esponendosi al rischio proprio per ottenerne un guadagno, e infine con finalità di arbitraggio, volendo cioè ottenere un guadagno senza rischi utilizzando soltanto le  operazioni legate al derivato.

Quello che si configura come la principale complessità dei prodotti di questo tipo è la quantificazione del loro valore, quindi della loro “stima”. Genericamente si può affermare che il valore di un derivato sia collegato a quello di un altro elemento, qualunque esso sia (pubblico o privato).

Esistono svariate tipologie di derivati, ma in assoluto essi possono essere distinti in due grandi gruppi: quello dei “derivati commodity”, legati ad attività reali ( come il caffè, il grano, il petrolio), e quello dei derivati finanziari, che sono invece relativi a titoli, valute, azioni e tassi di interesse.

Lo scopo di questi strumenti finanziari sarà quindi agire su più fronti, sia diminuendo i rischi che ottenendo profitti senza esporsi a rischi.

Regina Picozzi