Fondo di garanzia per le PMI: cos’è e a cosa serve

Condividi su: Facebook Twitter

Per Fondo di garanzia per le PMI si intende uno specifico strumento messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico a garanzia delle piccole e medie imprese del nostro Paese, ovvero per agevolare il loro accesso a possibili crediti.

E’ stato istituito nel 1996 con la legge n.662 e rappresenta un sostegno di tipo pubblico per le aziende italiane che necessitino di prestiti da potersi ottenere sia da parte di istituti bancari  che di altri soggetti finanziari.

La finalità del Fondo di garanzia per le PMI è quella di favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e spesso si sostituisce alle garanzie reali  portate dalle imprese.

Grazie al Fondo di garanzia per le PMI l’impresa ha la concreta possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive (e quindi senza costi di fidejussioni o polizze assicurative) sugli importi garantiti dal Fondo, che non offre comunque contributi in denaro.

Non è quindi una forma di finanziamento diretto erogato dallo Stato, quanto piuttosto, per l’appunto, una “garanzia” da esso stesso fornita e che le imprese possono utilizzare per ottenere la concessione di determinati finanziamenti.

L’accesso al credito tramite questo specifico fondo predisposto dal Governo è consentito a tutte le aziende che rispettino certi requisiti, ovvero i parametri dimensionali definiti dalla normativa comunitaria: parliamo infatti di società con non più di 250 dipendenti ed un fatturato che non superi i 50 milioni di euro. Non possono usufruire del fondo le imprese operanti nel settore delle costruzioni navali, dell’industria automobilistica, di quella carboniera, siderurgica e delle fibre sintetiche.

Deve perciò trattarsi di piccole e medie imprese, o di consorzi e società di servizi, la cui attività avvenga nei settori delle costruzioni, della ristorazione, dell’immobiliare, dei trasporti (ma solo di merci su strada), di pesca, agricoltura e caccia, di commercio all’ingrosso e al dettaglio, di estrazione mineraria, dell’istruzione, sanità e servizi sociali, della riparazione di moto e autoveicoli o beni personali e per la casa, o infine del noleggio, della ricerca e dell’informatica.

Per poter avere accesso, l’impresa non dovrà quindi presentare alla banca alcun tipo di garanzia personale, o polizza assicurativa o fidejussione: nella necessità di investire per l’acquisto di beni necessari all’azienda, l’imprenditore chiederà all’istituto bancario il finanziamento specificando di garantire tale operazione tramite i fondi di garanzia.

Questa soluzione attenua i rischi per la banca e permette di coprire, solitamente, fino al 60% (e in alcuni casi anche all’80%) della cifra dell’investimento, purchè essa sia, appunto, finalizzata all’attività dell’azienda che la richiede.

Nello specifico, potrà trattarsi di prestiti a medio e lungo termine, con una durata minima di un anno e mezzo e massima di 10 anni, di partecipazioni di minoranza sempre con una durata massima di 10 anni, di prestiti partecipativi, di crediti a breve e di operazioni di consolidamento, oppure ancora di prestiti per il reintegro del capitale (con una durata massima di 5 anni) per le imprese di autotrasporto che abbiano crediti verso imprese in amministrazione straordinaria.

In particolare per il 2018 è stato stanziato per la misura del Fondo di garanzia per le PMI un importo pari a 500 milioni, parallelamente ad un sistema di controllo che consente al Ministero di definire un preciso punteggio a tutti i progetti presentati, escludendo quelli irrealizzabili e creando una graduatoria di assegnazione della garanzia pubblica per gli altri.

 

Regina Picozzi