Parliamo di Rating

Condividi su: Facebook Twitter

Con il termine “rating” si fa riferimento, letteralmente, ad una “valutazione”. Parliamo infatti di un giudizio relativamente alla solvibilità di tutta una serie di soggetti che si trovano in una condizione debitoria nei confronti del mercato e che, per questo, vengono “valutati” sulla base della loro capacità di restituire quanto chiesto in prestito.

Il rating fornisce quindi la misura di quanto un’impresa, ma anche uno Stato, sia affidabile nel processo di rimborso e lo fa attraverso la formulazione di una sorta di votazione emessa da specifiche agenzie deputate. Queste ultime esistono proprio per creare una lista di merito nella quale inserire ogni entità (sia essa pubblica o privata), in ordine proporzionale, considerando il rischio di insolvenza di ciascuna di essa.

La valutazione si fonda su una precisa scala di lavori che tiene conto di tutte le informazioni relativamente al soggetto analizzato. Pur avendo ogni agenzia la propria tipologia espressiva in termini di classi di attribuzione, generalmente il metodo utilizzato è quello che si affida alle lettere dell’alfabeto: il giudizio potrà così andare da un basso rischio di credito (evidenziato da una tripla “A”) fino ad una possibilità inesistente di ricevere la restituzione del prestito (rimarcata da una lettera “D”).

Per poter arrivare alla formulazione di un corretto rating, le agenzie preposte effettuano preventivamente uno studio molto approfondito, soprattutto in considerazione del fatto che il giudizio che alla fine esprimeranno sarà un metro di valutazione del soggetto economico ma anche un elemento capace di condizionare il mercato. Verranno quindi effettuate sia delle specifiche analisi di settore, confrontando l’entità da giudicare con altre entità che operino nel medesimo ambito, sia un’indagine di carattere qualitativo e quantitativo (che terrà conto dell’intera struttura gestionale del soggetto preso in considerazione), sia una fondamentale analisi finanziaria, che naturalmente rappresenta il processo più importante e che metterà in luce tutti i dati relativi al bilancio e alla capacità reddituale del soggetto in esame.

Dopo aver raccolto tutta la documentazione ed ogni informazione che possa essere di utilità allo scopo, l’agenzia di rating consulta la Centrale dei Rischi ed emette il suo giudizio finale, che dovrà comunicare in un tempo massimo di circa tre mesi. Esistono diverse tipologie di rating rischio immesse sul mercato.

Quella di credito, in quanto tale, consente ad un eventuale investitore di decidere con maggior conoscenza se procedere o meno all’acquisto, ad esempio, delle obbligazioni di una determinata realtà societaria. Quella relativa al debito delle nazioni, invece, ha a che fare con la capacità di solvibilità di uno Stato, anch’esso in grado di emettere obbligazioni acquistabili. Un esempio di un Paese con un buon rating è la Germania, contrariamente alla Grecia il cui ratingè piuttosto basso.

Esistono poi il rating sul credito internazionale, che esprime una valutazione utile a sapere come muoversi correttamente nell’ambito del trasferimento di titoli esteri, ed il cosiddetto country ceiling rating, che consente di giudicare la fattibilità di un investimento al di là del territorio nazionale di appartenenza, relativamente alla possibilità che vengano messe in atto procedure di blocco da parte dei governi.

Il rating è dunque uno strumento di valutazione dell’affidabilità economica di ogni soggetto considerato e in quanto tale sarà in grado di condizionare i movimenti del mercato.